Sardinia Blues, di Flavio Soriga

Quella di Soriga è una Sardegna in dichiarata polemica con la Sardegna in cartolina dei continentali, quella che i narratori sardi, secondo lui, raccontano per il mercato italiano, come coloniali che si adeguano al gusto esotista della metropoli. Quella di Soriga è una Sardegna globalizzata, postmoderna e tristemente discotecara, dove la discoteca è 'l'elettrica gabbia delle scimmie' ed i pastori e i banditi sono omosessuali in conflitto coi figli. E' una Sardegna per nulla tradizionale, che sogna nuraghi rivisti da Andy Warhol, una Sardegna di tossici, talassemici e badanti polacche che sposano anziani nobili decaduti. Una Sardegna che si ribella a sé stessa o almeno all'immagine che le danno e che si dà. Forse, in questo romanzo triste e profondo, il protagonista non è il protagonista. Il protagonista è la voglia di vivere, o anche è la talassemia. “Sardinia blues” racconta la talassemia, o più esattamente i talassemici, ma non si può definire un romanzo sulla talassemia. E' un romanzo sulla voglia di vivere e sulla sardità, di una Sardegna tremendamente provinciale e stanca di esserlo, stanca di essere la rappresentazione di sé stessa. E', in definitiva, un romanzo che vale la pena di leggere.

Marco Lauri.

2 Tu sai cosa:

Piera said...

Io l'ho letto! Non sono sarda ma l'ho molto apprezzatto...in effetti i riferimenti alla Sardegna sono uno spunto per una riflessione decisamente più universale! Anch'io credo che valga davvero la pena di leggerlo!

Lucinda said...

Good words.